I CREMONESI NELL’ASSEMBLEA COSTITUENTE

In occasione dell’80° anniversario di questo importante evento, vogliamo ricordare i 5 Cremonesi eletti nella Costituente.

Data:

01 giugno 2026

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Descrizione

Il 2 giugno 1946, si celebrarono le prime libere elezioni dal 1924, con il Referendum per la scelta fra Monarchia e Repubblica e l’elezione dei componenti dell’Assemblea Costituente. Ebbero diritto di voto tutti i cittadini italiani maggiorenni (all'epoca, d'età superiore a 21 anni) di entrambi i sessi. Per la seconda volta nello Stato Italiano si votò con suffragio universale (la prima volta fu nelle elezioni amministrative del 1946).

In occasione dell’80° anniversario di questo importante evento, vogliamo ricordare i 5 Cremonesi eletti nella Costituente e il loro importante contributo alla discussione, che, con riferimento a temi come il pacifismo, la libertà di culto e gli italiani all’estero, hanno espresso posizioni all’avanguardia per i tempi.

Nel Cremonese furono tre i partiti che elessero rappresentanti nell’Assemblea.

Partito

Voti totali

Eletto

Preferenze

Democrazia Cristiana

80.395

Giuseppe Cappi

28.474

Ludovico Benvenuti

12.671

Partito Socialista Italiano

67.646

Ernesto Caporali

10.558

Pietro Pressinotti

9.725

Partito Comunista Italiano

50.164

Dante Bernamonti

11.902

 

Riportiamo di seguito una breve biografia dei Costituenti Cremonesi.

 

Giuseppe Cappi – DC – 1883-1863

Giuseppe Cappi

Nato a Castelverde, Avvocato, vicino al vescovo Bonomelli, braccio destro di Guido Miglioli nel movimento delle Leghe Bianche, partecipò alla nascita del Partito Popolare di don Sturzo. Combattè al fronte e venne ferito nella prima guerra mondiale. Fu avverso al fascismo e denunciò le responsabilità del re in proposito, durante il ventennio si ritirò a vita privata.

Nella Costituente fece parte della commissione dei 75 che redigeva il testo per l’Assemblea. Lavorò affinché i testi costituzionali fossero limpidi, precisi e stringati, e per la libertà di culto: “Questa è l’esigenza della libertà religiosa, che qualunque confessione abbia la possibilità di esercitare liberamente su un piede di uguaglianza con le altre la propria religione”.

Venne rieletto nel 1948, nel 1949  divenne segretario nazionale della DC. Nel 1955 fu eletto nella Corte Costituzionale e ne sarà anche Presidente.

 

Ludovico Sforza Benvenuti – DC – 1899-1966

Nato a Verona, era discendente da una nobile famiglia cremasca. Avvocato Cremasco, partecipò alla “grande guerra” e poi entrò nel Partito Popolare. Antifascista, nel 1944 era nel comitato clandestino che costituì la DC a Crema, già dal 1943 in contatto con ambienti e persone che daranno vita alla Resistenza. Quindi fu nel CLN di Crema.

Nella Costituente, lavorò in particolare sugli articoli riguardanti i diritti dell’uomo e del cittadino, sulla politica estera e sul tema della guerra. “I diritti fondamentali dell’uomo (libertà della persona, di coscienza, di espressione, di associazione, di partecipazione alla vita politica) venivano proclamati come diritti originari della persona umana, non conferiti dallo Stato ma indipendenti dal diritto dello Stato, indipendenti dallo Stato come fonte di diritto. Ecco perché furono chiamati diritti naturali”.

Ricoprì poi incarichi di rilievo, parlamentari e governativi, sino a quello di Segretario generale del Consiglio d’Europa.

 

Ernesto Caporali- PSI – 1891-1961

Nato a Duemiglia da famiglia operaia, maestro elementare.

Socialista ed antiinterventista, combattè nella prima guerra mondiale. Fu militante e dirigente sia del PSI che della Camera del Lavoro, che capeggiò fino al 1922. Subito dopo la marcia su Roma Farinacci lo mise al bando, dovette riparare in Francia, fu esule a Parigi fino alla Liberazione. Qui rappresentò i lavoratori italiani emigrati in Francia come segretario dell’”ufficio italiano della CGT”.

Alla Costituente intervenne sul diritto di voto degli italiani emigrati all’estero e – con grande anticipo sui tempi in cui questo tema diventò attuale – sul diritto alla obiezione di coscienza.

“È necessario che il legislatore di domani convenga che gli italiani, i quali hanno acquistato la nazionalità di un altro paese, non debbano essere considerati, come faceva il fascismo, dei rinnegati. Li deve invece considerare come dei figli i quali, al di là dei confini della Patria, continuano a portare in alto, il sentimento del nostro Paese e continuano, in modo particolare, ad essere degni figli della madre Italia.”

“Obiettare vuol dire compiere un atto meritorio, condannando quello che la guerra ha di più crudele e di più orribile; vuol dire soprattutto negare la guerra. (…) gli obiettori di coscienza non devono confondersi con i disertori: essi chiedono di servire la Patria in umiltà, rivendicando il diritto di non tradire i principi spirituali ai quali sono legati dalle loro convinzioni umane. Tu non ucciderai: questo meraviglioso imperativo del Vangelo cristiano è stato troppo dimenticato perché non debba essere ripreso oggi da tutti coloro i quali, al di là di ogni credenza, ne facciano un simbolo di pace e di solidarietà umana”.

Dopo la Liberazione rimise in attività la Camera del Lavoro di Cremona e venne eletto consigliere comunale.

 

Pietro Pressinotti- PSI – 1906-1967

Nato a Cremona, diplomato ragioniere, fu tra coloro che misero in piedi, nel 1943, l’organizzazione del partito socialista e della Resistenza nel cremonese. Nel 1944 sfuggì all’arresto ed andò a dirigere l’organizzazione socialista di Como.

Nell’ambito dell’Assemblea chiese “l’applicazione di una severa giustizia nei confronti di tutti coloro che concorsero a creare il fascismo e l’abolizione di tutte le strutture erette da un cervello malato di mania imperialistica. Ricostruzione è la necessità urgente espressa da queste masse animate da un profondo sentimento di solidarietà nazionale”

Con la Liberazione diventò segretario della Federazione di Cremona. Dopo la Costituente fu dirigente nel movimento cooperativo, consigliere comunale ed assessore.

 

Dante Bernamonti – PCI – 1898-1953

Nato a Cremona, a 17 anni divenne segretario provinciale dei giovani socialisti, fece propaganda contro la guerra e per questo venne condannato: subì duro carcere fino a dopo la fine della guerra. Maestro elementare, nel 1920 venne eletto in Provincia ed in Comune. Tra i fondatori del PCI cremonese, venne duramente bastonato dai fascisti subendo fratture e commozione cerebrale; messo al bando da Farinacci riparò a Milano sotto falso nome. Scoperto ed arrestato nel ’33, subì 5 anni di confino a Ventotene. Partecipò poi alla Resistenza nel milanese, tenendo i collegamenti con Cremona.

Nel dopoguerra fu assessore comunale all’istruzione e consigliere provinciale e comunale negli anni ’50. Fu segretario della Camera del Lavoro e poi dirigente del movimento cooperativo.

La sua attività nella Costituente venne ricordata da Umberto Terracini, che lo commemorò così “Io lo ricordo sui banchi dell’Assemblea costituente quando nel fervore delle discussioni si alzava e con la sua voce pacata, calma, serena (…) interveniva a porgere il consiglio, a suggerire la soluzione, modesto nel suo atteggiamento ma prezioso nella sua capacità d’opera e di azione. Egli stette con noi due anni e furono due anni di fervida collaborazione che gli procurarono il più profondo affetto dei suoi compagni di partito ma anche la stima, l’amicizia, il rispetto di coloro che pur militavano in altre fila”.

 

Fonti

https://www.anpicremona.it/i-cinque-cremonesi-eletti-nella-assemblea-costituente-il-2-giugno-1946/

https://it.wikipedia.org/wiki/Pietro_Pressinotti

https://www.welfarecremona.it/wmview.php?ArtID=8365

https://storia.camera.it/deputato/giuseppe-cappi-18830814

https://it.wikipedia.org/wiki/Dante_Bernamonti

A cura di

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